Jacovitti

La Rai ricorda il geniale Benito Jacovitti

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Jacovitti

Avrebbe compiuto 93 anni oggi, uno dei figli più illustri  del Molise e di Termoli nello specifico. Stiamo parlando del geniale Benito Jacovitti, ricordato  proprio oggi nella rubrica  Rai Il giorno e la Storia. Nato a Termoli, in provincia di Campobasso, il 9 marzo del 1923 da una famiglia di origine “albanese-slava“, all’età di sette anni iniziò a mostrare il suo interesse per i fumetti. Ancora bambino, Jacovitti si trasferisce con la famiglia a Macerata, prima, ed infine definitivamente a Firenze, dove ha modo di frequentare l’Istituto Statale d’Arte di Firenze.

Nel 1939, ancora sedicenne, iniziò la sua carriera pubblicando per la rivista satirica fiorentina Il brivido alcune panoramiche (ovvero delle tavole a pagina intera piene di gag) di cui la prima, la linea Maginot, ironizzava sulla guerra; poi la storia a fumetti Pippo e gli inglesi che lo fece subito notare procurandogli la collaborazione quasi trentennale per il settimanale Il Vittorioso dell’editrice cattolica AVE, che l’avrebbe fatto conoscere a tutta l’Italia. L’esile corporatura del giovane Jacovitti gli valse il soprannome di Lisca, e per questo come icona con cui firmare le sue tavole adottò appunto una lisca di pesce. Passati i decenni e diventato ben più corpacciuto, Jac stesso ebbe modo di autoironizzare sul persistente uso della “lisca” come firma, affermando qualcosa tipo “forse dovrei passare a un grosso pesce o a una balena, ma da giovane ero davvero allampanato e magrissimo”. La collaborazione con Il Vittorioso nata nel 1940 sarebbe continuata fino al 1969, quando questo chiuse i battenti.

Jacovitti continuò il suo lavoro con Il Giorno dei Ragazzi, supplemento de Il Giorno, per il quale, il 28 marzo 1957 aveva creato il suo più famoso personaggio,Cocco Bill.

Sempre per Il Giorno crea tre formidabili personaggi romani: Tizio, Caio e Sempronio i quali si esprimono nel più maccheronico dei latinorum, mentre per Il Giorno dei Ragazzi (allegato settimanale del quotidiano grazie al quale la tiratura aumentava di circa 40/50.000 copie) dava vita alla saga di Tom Ficcanaso, giornalista detective protagonista di molte storie, Gamba di Quaglia, Chicchirino, Microciccio Spaccavento, Gionni Galassia.

Anche sul quotidiano erano famose le sue panoramiche all’ultima pagina a colori sulle edizioni del lunedì, mentre sul Giorno della Donna nacque Lolita Dolcevita e sul quotidiano Elviro il Vampiro e la storia a strisce di Baby Tarallo.

Nei primi anni cinquanta fu anche collaboratore del Quotidiano, giornale dell’Azione Cattolica, per il quale produsse vignette con più chiari spunti satirici legati all’attualità politica dell’epoca (in pratica fu il primo in Italia a fare una vignetta in prima pagina che era quasi un editoriale). Dalla fine degli anni quaranta collaborò anche con Il Travaso delle idee nel quale, insieme a Federico Fellini, diede luogo alla storia anticomunista sui “due compagni” che dovette abbandonare per resistenze da parte dell’editrice AVE del Vittorioso (il grande Jacovitti, gli dissero, non può collaborare con un giornaletto del genere) e quindi Jacovitti continuò con lo pseudonimo di “Franz” mentre poi dal 1957 al 1960, realizzò tre storie a fumetti: Sempronio, Pasqualino Rififì e Alonzo.

Continuò anche il lavoro con il Corriere dei Piccoli dal 1968 al 1982 dando vita al mitico Zorry Kid (parodia di Zorro), Jak Mandolino (personaggio ripreso dal Vittorioso e modernizzato dalla presenza del “diavoletto tentatore” Pop Corn), Tarallino, Checco e continuando con la pubblicazione di Cocco Bill. Da ricordare poi la collaborazione con la rivista Linus, nata nel 1965 sotto la guida di Oreste del Buono, dove creò prima Gionni Peppe e poi Joe Balordo.

La sua ultima collaborazione, iniziata nel 1978, è con Il Giornalino delle Edizioni Sanpaolo, che continua ancora oggi a redigere storie sul suo personaggio più famoso, Cocco Bill, realizzate dal suo allievo Luca Salvagno. Negli anni novanta, ormai anziano, usa farsi inchiostrare le tavole da un giovane autore svizzero d’origini serbe trapiantato nel Salentino, Nedeljko Bajalica, che lo seguirà fino agli ultimi giorni prima come assistente e poi come coautore nella serie RAP realizzata per la Balacco Editore.

Jacovitti è entrato a pieno titolo negli annali storici del fumetto italiano, soprattutto grazie alla forma caricaturale dei suoi personaggi. I comics di Jacovitti hanno riscosso il plauso della critica, e si sono intrecciati spesso con gli accadimenti di portata epocale che hanno contraddistinto l’evolversi dell’Italia. Tantissimi gli scolari degli anni sessanta-settanta che, fra libri e quaderni, nel loro zainetto non facevano mai mancare il suo diario, il famosissimo Diario Vitt.

La caratteristica forma anatomica dei piccoli personaggi ai quali ha dato vita sulla carta, la loro espressione a volte gioiosa, a volte grottesca, i suoi salumi e affettati, serpenti e lumaconi che guardano con ogni tipo di espressione, nonché tanti altri oggetti i più diversificati e sparsi nei posti più impensati, lo hanno reso popolare al grande pubblico.

KamasultraNon molti sono a conoscenza di una sua produzione di fumetti per adulti, contraddistinte dal suo solito stile, ma comunque esplicite su temi sessuali. Nel 1977 infatti pubblica, assieme a Marcello Marchesi, il libro Kamasultra. In tutta l’opera di Jacovitti c’è invero una punta di erotismo seppur accennato e caricaturale. In un’intervista di fine anni settanta l’autore racconta le costrizioni della censura sul suo lavoro giovanile giunta fino a imporgli delle figure femminili asettiche, in perfetta antitesi con la sua tendenza a esagerarne gli attributi. Nel 1991 lo scrittore Fulvio Abbate volle curare una sua mostra di tavole originali alla Galleria “La Nuova Pesa” di Roma, forse il primo riconoscimento che il genio del fumetto italiano, l’inventore di Cocco Bill e del “Diario Vitt”, in vita abbia mai ricevuto in uno spazio espositivo “colto”. In quella circostanza Cesare Medail scrisse sul “Corriere della Sera” che “la sinistra ha finalmente riabilitato Jacovitti”.

Jacovitti si è impiegato anche nella pubblicità: famosi i caroselli con Coccobill, quelli di Zorry Kid per l’olio Teodora e, prima di tutti, quelli di Pecor Bill per la Lanerossi Vicenza; ma sempre in pubblicità fece un lavoro gigantesco creando oltre 100 campagne pubblicitarie (dalla Esselunga ai Concessionari FIAT, dalla Autobianchi ai Caravan ARCA, dalla Banca Popolare dell’Emilia alle casseforti STARK, dalla Voxson alle Ferrovie dello Stato, dalla Schiapparelli all’Ambra Solare, ecc.), e nella cartellonistica politica, come autore schierato per i Comitati Civici, con numerosi poster di natura satirica apprezzati anche dai partiti di opposizione.

Nell’ultimo periodo della sua attività ha illustrato il libro Tredici Favole da Raccontare, di Lucia Spezzano. “Il maharaja e il saggio”, “La lepre e la talpa”, “Il rospetto dello stagno incantato”, ecc., questi personaggi, usciti dalla fantasia di Lucia Spezzano, sono stati gli ultimi sui quali si è esercitata la matita del grande disegnatore, in tredici tavole originali, ciascuna delle quali “concentra” un’intera favola in una sola immagine.

Nel dicembre del 1994 il Presidente della Repubblica Italiana Oscar Luigi Scalfaro gli ha conferito il titolo di Cavaliere Ordine al merito della Repubblica italiana.[1]

A Termoli il liceo artistico è intitolato a Benito Jacovitti (dal sito ufficiale di Jacovitti)

E allora, tanti auguri Jac!

 

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