consiglio regionale frattura

Poltronissime-Regione/Il M5S dice no al quinto assessore. E pure alla nuova figura del Sottosegretario alla Presidenza

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Oggi il Consiglio regionale ha avviato le procedure per la modifica dello Statuto della Regione Molise. Tra le altre cose, la maggioranza ha aumentato il numero degli assessori regionali, ma si vergogna di dirlo. Così ha cercato di nascondersi dietro i conti matematici.

Lo Statuto prevedeva, infatti, 4 assessori. La proposta di modifica votata da tutti i Consiglieri regionali eccetto i portavoce M5S (tra l’altro radicalmente diversa rispetto al testo discusso in Prima Commissione) invece specifica che il numero massimo di assessori potrà essere “un quinto dei componenti del Consiglio regionale arrotondato all’unità superiore”! I consiglieri sono 20, con il presidente della Giunta 21. Un quinto di 21 è 4,2 che arrotondato per eccesso è 5.

Il giochetto è previsto dalla legge nazionale che però specifica come il numero di assessori deve essere al massimo un quinto dei componenti del Consiglio regionale. Dunque, non c’è alcuna previsione di legge che impone i 5 assessori e quindi ecco trovata un’altra poltrona da assegnare all’occorrenza. Comunque sia, per il governo Frattura parlare esplicitamente di aumento degli assessori al giorno d’oggi non è politicamente corretto, quindi ecco l’opera di offuscamento.

Non solo. La maggioranza si è anche inventata la figura del sottosegretario alla presidenza che parteciperà alle sedute di Giunta senza diritto di voto, che potrà essere incaricato dal presidente di seguire specifiche questioni e che sostituirà gli assessori nella risposta alle interrogazioni dei Consiglieri. Insomma, una figura che dovrebbe conoscere ogni materia, ogni atto, un tuttologo che quindi servirà a poco se non a nulla.

Solo il MoVimento 5 Stelle Molise, ovviamente, si è opposto a tutto questo e ha votato NO sia all’aumento degli assessori (scelta che comporterà un aumento dei costi di Giunta) sia alla nuova figura del sottosegretario, sia all’intero impianto della legge che appare inconsistente.

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