Campobasso - sede dell'Ufficio Scolastico regionale

Edilizia e denatalità: ecco le criticità della scuola molisana. Conferenza di fine anno della direttrice dell’Ufficio scolastico regionale, Sabatini

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Campobasso - sede dell'Ufficio Scolastico regionale

 “La nostra è una scuola che cresce, che si impegna ad essere sempre meno autoreferenziale e che, nonostante le criticità, può dirsi in piena salute e ha l’obiettivo di volersi identificare come soggetto aggregante e propulsore per la nostra comunità”. Lo ha detto all’Ansa la direttrice dell’Ufficio scolastico regionale (Usr), Anna Paola Sabatini, incontrando i giornalisti per la conferenza stampa di fine anno. Più luci che ombre, dunque, ma restano alcune criticità. Su tutte, quelle relative alla sicurezza degli edifici scolastici e alla denatalità che rappresentano “i buchi neri del nostro sistema scolastico”. Quest’anno in Molise ci sono 39.070 alunni, 913 in meno rispetto al 2016, di cui 1.070 disabili.

“Quello del decremento scolastico – ha detto Sabatini – è di sicuro un problema con cui fare i conti”. Ma c’è bisogno anche “di edifici più adeguati, innovativi e connessi, di un moderno e più efficace piano di dimensionamento”. Gli studenti molisani sono tra quelli che leggono di meno – è stato detto – e che usufruiscono in percentuali molto basse delle mense scolastiche. “Stiamo potenziando le biblioteche scolastiche – ha aggiunto la direttrice – ma voglio sottolineare che a livello nazionale i nostri studenti sono tra coloro che rilevano i più bassi tassi di dispersione scolastica e tra quelli che conseguono i migliori risultati, sia in matematica che in italiano, nelle prove Invalsi”. Più luci che ombre, dunque. Tra le prime, quella relativa ai casi di bullismo “che nella nostra regione, fortunatamente, non sono moltissimi”, per quanto riguarda ‘le ombre’, “l’unica via d’uscita che abbiamo – ha sottolineato Sabatini – è rafforzare la collaborazione tra le scuole e le famiglie e, soprattutto, rendere gli studenti sempre più protagonisti, proponendoci, ed essendo concretamente, quale punto privilegiato di lettura e ascolto del disagio di cui troppo spesso sono portatori”. “La scuola molisana

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