Ministero politiche agricole

Venafro nel registro nazionale dei paesaggi storici rurali. Il riconoscimento ufficiale oggi a Roma al Ministero per le politiche agricole

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Venafro (Isernia) - il sindaco Antonio Sorbo

Oggi a Roma il sindaco di Venafro Antonio Sorbo ha ricevuto a Roma direttamente dal ministro per le politiche agricole, Maurizio Martina, il riconoscimento ufficiale per l’inserimento del territorio di Venafro nel registro nazionale dei paesaggi storici rurali istituito dal Ministero. Insieme al sindaco Antonio Sorbo, che è stato l’artefice con il presidente del Parco dell’Olivo Emilio Pesino del conseguimento di questo importante risultato,  vi è in rappresentanza del Comune anche l’assessore al turismo Angelamaria Tommasone. Presente anche una delegazione del Parco dell’Olivo guidata dallo stesso Pesino. Oltre a rappresentare la città di Venafro, Antonio Sorbo, nella sua veste di vicepresidente nazionale, ha rappresentato l’associazione nazionale “Città dell’olio”, appositamente delegato dal presidente Enrico Lupi.

Ministero politiche agricole

L’evento di Roma sarà l’occasione per premiare i primi dieci paesaggi e le due pratiche tradizionali che sono state finora iscritte nel registro da parte dell’Osservatorio nazionale dei paesaggi rurali storici (ONPR). Una delle due pratiche tradizionali è la Transumanza molisana, inserita nel registro non come specifico paesaggio rurale ma come pratica silvo-pastorale. Ai primi cinque paesaggi già iscritti lo scorso anno ne sono stati aggiunti altrettanti all’inizio di quest’anno, tra cui l’area olivetata di Venafro corrispondente alla superficie del Parco Regionale dell’Olivo. La candidatura del territorio venafrano, unico nel Molise fino ad oggi ad aver ottenuto questo riconoscimento come paesaggio, è stata curata dal Comune e dal Parco con il supporto dell’Associazione Nazionale “Città dell’olio”.

E’ stato necessario presentare un dettagliato dossier che, in varie fasi, è passato al vaglio della commissione tecnica istituita presso l’Osservatorio del Ministero superando una selezione molto dura al termine di una procedura durata oltre due anni. Lo scorso anno erano stati iscritti i primi cinque paesaggi: le colline vitate del Soave (Veneto), i paesaggi silvo-pastorali di Moscheta (Toscana), le Colline di Conegliano Valdobbiadene (Veneto) paesaggio del Prosecco Superiore, gli oliveti terrazzati di Vallecorsa (Lazio), la piana degli oliveti monumentali di Puglia. A gennaio un ulteriore riconoscimento per altri cinque importanti siti agricoli italiani: insieme a Venafro, infatti, sono stati inseriti nel registro nazionale la fascia pedemontana olivata fra Assisi e Spoleto (Umbria), il Paesaggio della Pietra a Secco dell’Isola di Pantelleria (Sicilia), il paesaggio pluricolturale di Trequanda (Toscana), il paesaggio rurale storico di Lamole in Chianti (Toscana). Quello di Venafro è uno dei quattro siti olivetati italiani inseriti nel registro nazionale a conferma della sua importanza. Il Ministero per le politiche agricole negli ultimi anni ha puntato molto sui paesaggi rurali. In particolare negli ultimi due anni il ministro Martina ha deciso di investire molto in questo settore e l’inserimento nel registro nazionale rappresenta una grande opportunità anche in termini economici oltre che turistici. Infatti la tematica del paesaggio rurale ha acquisito una grande considerazione nella PAC a livello europeo e sono previste misure e finanziamenti destinati a queste aree.

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