Lucio Pastore buona

Sanità/Lucio Pastore:”Quella di Larino è l’ennesima morte annunciata. Occorre bloccare il processo di privatizzazione”

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Lucio Pastore buona

Sul tragico caso di Larino, si pronuncia anche Lucio pastore, medico in servizio al Veneziale di Isernia. E lo fa attraverso il suo profilo Facebook. per Pastore, quella del 47enne frentano è purtroppo l’ennesima morte annunciata.

“Ennesima morte annunciata. Non possiamo sapere se l’epilogo sarebbe stato diverso in un altro contesto organizzativo. Sappiamo, però che l’organizzazione dell’emergenza-urgenza in regione Molise è pessima. Avere, per esempio, come riferimento una Neurochirurgia dislocata a più di 70 Km dal DEA di I livello di Campobasso ed allocata in una struttura priva di Chirurgia Generale, Ortopedia ed altre specialità di base implica disfunzioni enormi. Non è il Sistema che si adatta alle esigenze del paziente ma, viceversa è il paziente che si deve adattare al sistema. Non esiste un Pronto Soccorso alla Neuromed in cui portare direttamente questi casi in urgenza. I pazienti devono per forza passare da un pronto soccorso che chiederà eventualmente la disponibilità al Neuromed per un trasferimento. Ed anche questo spesso non è possibile per mancanza di posti letto nonostante l’enorme quantità di posti pubblici convenzionati con questa struttura privata.
La riorganizzazione del S.S. molisano non è partita da un’analisi dei bisogni della popolazione ed, in base a questi dati, si è deciso di quanti ospedali avesse bisogno la regione, di quale sistema di emergenza-urgenza, di quale tipo di assistenza territoriale, ecc. L’unico Direttore Generale che aveva cercato di partire dai dati per riorganizzare il sistema, Carmine Ruta, è stato fatto fuori ed il suo piano stracciato.
Quale criterio ha guidato la riorganizzazione del SSR? Semplicemente quello di ridurre il flusso dei finanziamenti sulle strutture pubbliche per indirizzarli verso le strutture private convenzionate.
Con i circa 600 milioni di euro del fondo sanitario regionale si devono mantenere la Cattolica, il Neuromed, Villa Maria, Villa Hester, Gea Medica e tutte le altre strutture convenzionate, oltre al sistema pubblico. Avendo scelto di favorire il sistema privato convenzionato, non ci sono i soldi per l’edilizia pubblica in quanto investiti per il privato convenzionato, non si può adeguare il parco tecnologico obsoleto negli ospedali nè si può far fronte alla carenza di personale. In queste condizioni miserrime il pubblico deve rispondere anche all’emergenza-urgenza mentre il privato convenzionato si sceglie i pazienti in quanto privo di pronto soccorso. Inoltre molti posti letto del pubblico sono stati ceduti ai privati per cui abbiamo pronto soccorsi intasati ed allungamento dei tempi di attesa per ricoveri e prestazioni.
Tutto questo per dire che se non viene corretto il rapporto tra pubblico e privato e continua il processo di privatizzazione, le cose possono solo peggiorare. Il diritto alla salute viene trasformato in merce , non si migliorano i conti economici e peggiora l’assistenza ai pazienti.
Se il ministro Grillo vuole dare una svolta al decadimento del sistema sanitario, non solo molisano, deve bloccare il processo di privatizzazione in atto e riorganizzare il sistema partendo dall’analisi dei bisogni del territorio e liberando la gestione dall’influenza politico-clientelareSanità/Lucio

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