Migranti: nave Diciotti, arrivano ispettori ministero Sanità

Sospetta tubercolosi, l’ufficio di sanità marittima di Catania ordina lo sbarco di 16 persone dalla nave Diciotti

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Migranti: nave Diciotti, arrivano ispettori ministero Sanità

L’ufficio di Sanità marittima di Catania ha ordinato lo sbarco immediato dalla nave Diciotti di 11 donne e 5 uomini, di cui due con sospetta tubercolosi. Ci sarebbe, a quanto si è appreso, l’ok anche del ministero dell’Interno.

“C’è assoluta tranquillità e non cambia la linea della fermezza”. Sui migranti a bordo della nave Diciotti la linea del Viminale, secondo quanto apprende l’ANSA, non cambia. Matteo Salvini conferma la tranquillità e sottolinea di essere al lavoro, “con buone prospettive”, per “una soluzione positiva” del caso. “Ogni denuncia è per me una medaglia al valore”, ha detto.

Intanto a Roma sono in corso negli uffici della Procura di Roma le audizioni del Procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio nell’ambito dell’inchiesta sulla nave della Guardia Costiera ferma nel porto di Catania. Il capo dei pm agrigentini sta ascoltando, come persone informate sui fatti, alcuni funzionari del ministero dell’Interno.

Sulla nave, al quinto giorno nel porto catanese, stanno per salire per un controllo medico gli ispettori del ministero della Salute e i medici dell’Usmaf e regionali. Sull’imbarcazione sono stati portati dei tappetini da notte, materiale per l’igiene intima e di prima necessità offerti dalla Croce rossa italiana presente sul molo.

Sui migranti si sta consumando un duro scontro tra il governo italiano e l’Europa, dopo il nulla di fatto dalla riunione degli sherpa a Bruxelles sul caso Diciotti e più in generale su un documento sugli sbarchi. Di Maio e Salvini minacciano di non pagare la quota dell’Italia all’Ue se non si trova una soluzione sugli sbarchi, ma la risposta comunitaria è durissima: “Così non si va da nessuna parte”.

Si infiamma anche la polemica politica. In un tweet, l’ex premier e senatore Pd Matteo Renzi scrive: “Ci sono 150 eritrei e 43 italiani presi in ostaggio dai post Facebook di qualche ministro. Ma i diritti umani valgono più dei ‘mi piace’ sui social. Noi siamo l’Italia, non uno Stato canaglia: restiamo umani e #Fateliscendere”. Il Pd chiede al premier Conte di riferire subito in Parlamento.

 

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