indagato Salvini

Diciotti, indagato Matteo Salvini. Ora la parola passa al Tribunale dei ministri

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indagato Salvini

Il ministro Salvini e un capo di gabinetto sono stati indagati dai Pm di Agrigento in merito alla vicenda Diciotti. “La Procura di Agrigento, al termine dell’attività istruttoria compiuta a Roma,- si legge in una nota – ha deciso di passare a noti il fascicolo, iscrivendo due indagati, un ministro e un capo di gabinetto, e trasmettendo doverosamente i relativi atti alla competente Procura di Palermo per il successivo inoltro al tribunale dei ministri del capoluogo”. Lo comunica in una nota la Procura di Agrigento. nella capitale il Procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio ha ascoltato come persone informate dei fatti alcuni funzionari del ministero dell’Interno nell’ambito dell’inchiesta sulla nave della Guardia Costiera ferma nel porto di Catania. Le audizioni si sono tenute negli uffici della Procura di Roma.

L’approfondimento: i compiti del Tribunale dei Ministri

Diretta attuazione dell’articolo 96 della Costituzione, che prevede che premier e ministri siano sottoposti a processo per reati commessi nell’esercizio delle loro funzioni, il Tribunale dei ministri è competente per i reati cosiddetti “ministeriali”. È istituito presso il tribunale del capoluogo del distretto di corte d’appello competente per territorio a giudicare dell’illecito contestato.
È composto di tre membri effettivi e tre supplenti, estratti a sorte tra tutti i magistrati in servizio nei tribunali del distretto (che abbiano da almeno cinque anni la qualifica di magistrato di tribunale o una qualifica superiore).
Ad estrarre a sorte dovrebbe essere il presidente del tribunale e, teoricamente, potrebbe essere sorteggiato anche il pm titolare dell’azione.
Il collegio è presieduto dal magistrato con funzioni più elevate (o in caso di parità, da quello più anziano).
Il collegio si rinnova ogni due anni e anche se scaduto viene prorogato per definire i procedimenti in corso.
Procedimento.
Il Tribunale dei ministri compie le indagini preliminari e sente il pm titolare del procedimento, che può chiedere di fare ulteriori indagini.
Se non decide di archiviare il caso, è tenuto a trasmettere gli atti (con relazione motivata) al procuratore della Repubblica, che a sua volta chiede alla Camera l’autorizzazione a procedere nei confronti dell’indagato.
Il decreto con cui dispone l’archiviazione non è impugnabile.
Insomma se la Camera a maggioranza respinge poi la richiesta di autorizzazione a procedere è solo tempo perso.

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